"Cari figli! Amate, pregate e testimoniate la mia presenza a tutti coloro che sono lontani. Con la vostra testimonianza ed il vostro esempio potete avvicinare i cuori che sono lontani da Dio e dalla Sua grazia. Io sono con voi e intercedo per ciascuno di voi perché con amore e corag...Leggi tutto...

Pellegrinaggi a Medjugorie

A.H. Antonioli Viaggi da ormai 20 anni organizza Pellegrinaggi a Medjugorje con autobus gran turismo o minibus.

Il programma base è di 6 giorni, cinque notti.

 

 

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Organizziamo principalmente pellegrinaggi a Medjugorje, ma anche pellegrinaggi in tutta Italia e in Europa, a Lourdes, Fatima, San Giovanni Rotondo, Assisi e Roma.

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Messaggio, 25. aprile 2017

"Cari figli! Amate, pregate e testimoniate la mia presenza a tutti coloro che sono lontani. Con la vostra testimonianza ed il vostro esempio potete avvicinare i cuori che sono lontani da Dio e dalla Sua grazia. Io sono con voi e intercedo per ciascuno di voi perché con amore e coraggio testimoniate ed esortiate tutti coloro che sono lontani dal mio Cuore Immacolato. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

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LA CONVERSIONE E' IL MIRACOLO PIU' GRANDE

Cari amici, da quando nel lontano 24 Giugno 1981 sono iniziate le apparizioni della Madonna a Medjugorje, un fiume inarrestabile di persone è andato in pellegrinaggio nello sconosciuto villaggio dell'Erzegovina. Ciò accade puntualmente quando la Madonna viene in visita del suo popolo. Ci stiamo avvicinando al 36.mo anniversario delle apparizioni, ma l'ondata dei pellegrini non fa che crescere. Sono molte decine di milioni le persone da ogni parte del mondo che, in questo tempo di grazia, si sono recate a Medjugorje, attratte da un misterioso richiamo. Lì hanno scoperto di avere una Madre ed hanno cambiato vita, abbracciando suo Figlio Gesù, unico Salvatore del mondo. Medjugorje negli anni è divenuto il "Confessionale del mondo" e il luogo di grazia di innumerevoli conversioni. Si tratta - come ha sottolineato Papa Francesco, citando la Commissione Ruini - di conversioni vere, come, d'altra parte, una moltitudine immensa di pellegrini è pronta a testimoniare. Questo è "il nocciolo" della questione, ha affermato il Papa. Su questo punto bisogna soffermarsi a meditare, perché si tratta di un fatto inoppugnabile, e non di una ipotesi, e chiedersi qual è la causa di un tale evento misterioso, che non ha uguali in nessuna parte del mondo. La conversione, quando è autentica, è opera della grazia, che tocca il cuore e lo apre a Dio. La grazia può servirsi di strumenti visibili, come i messaggi, i veggenti, le testimonianze, ma senza di essa le anime morte non possono ritornare alla vita. Se a Medjugorje, ancora oggi, ci sono così tante conversioni, significa che lì c'è il "dito di Dio". Questo è "il nocciolo" della questione e non si può sorvolare. Prendiamo atto con gratitudine di questo evento di grande misericordia da parte del Cielo, e lasciamo che la Madonna porti avanti il suo piano materno. Anzi, collaboriamo con la Madre perché tutti i suoi figli si salvino e il mondo abbia un tempo di vera pace. Medjugorje è per il diavolo l'inferno sulla terra, ma per questa povera umanità immersa nelle tenebre è un'oasi di pace e un pezzetto di paradiso.
Vostro Padre Livio

(Editoriale del 19 maggio 2017 - www.radiomaria.it) 


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I MIRACOLI DEI CUORI CHE SI CONVERTONO
(da “La luce nella tempesta" di Padre Livio – Edizioni Piemme)     

Il frutto più straordinario di Medjugorje è il risveglio della fede, il ritorno a Dio mediante la preghiera e i sacramenti e il rinnovamento della vita cristiana. La Gospa stessa ha tenuto a precisare che il messaggio più importante che ha dato è quello della conversione. “Cari figli, oggi vi invito alla conversione. Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui” (25 – 02- 1996). Il movimento di conversione suscitato dalla presenza della Madonna è incominciato fin dai primi giorni ed è proseguito come un fiume in piena lungo il corso degli anni, coinvolgendo persone di ogni parte della terra. Non si tratta semplicemente di uno stato d’animo transeunte, che si dissolve col ritorno a casa, ma di una vera e propria crisi interiore che mette in questione la propria vita e apre la strada per una vita nuova. Fanno questa straordinaria esperienza non solo i pellegrini che vengono dalle parrocchie e che vivono nell’ambito della Chiesa, ma anche molti battezzati che si sono allontanati dalla fede e dalla Chiesa e che ci sono recati a Medjugorje attratti da una voce interiore più forte di quella del mondo e delle passioni. In quell’oasi di pace infatti i arrivano molti “cani sciolti”, che da tempo non frequentano la Chiesa e  che hanno intrapreso il viaggio spinti dalla fame di “Assoluto” che agita il loro cuore. Il desiderio di convertirsi e di cambiare vita si concretizza nella confessione e nella partecipazione alla S. Messa, non di rado dopo decine di anni di assenza dalla vita sacramentale. Con una felice espressione Medjugorje è stata definita “il confessionale del mondo”. E’ un fatto che la crisi del sacramento della penitenza, specialmente in Occidente, ha trovato in Medjugorje un antidoto di straordinaria efficacia. 

Basterebbe questo ”frutto” per  qualificare Medjugorje come un luogo di grazia speciale e per prendere sul serio i veggenti che testimoniano le apparizioni della Madonna. Infatti la conversione è una grazia fra le più grandi che si possano ricevere e che Dio possa concedere. Quando un cuore è chiuso perché ha lasciato appassire il dono delle fede e si è impantanato lungo la via del male, divenendo schiavo del maligno, non si può assolutamente liberare senza un intervento speciale di Dio. Quando una persona si trova in uno stato di peccato è come si fosse morta ed è incapace persino di desiderare la conversione, se la grazia non tocca il suo cuore. La grazia della conversione è immeritata e viene concessa a chi ne ha bisogno per l’intercessione di Cristo e di Maria , mediatrice di tutte le grazie. Nel suo disegno di amore, la Madre, in obbedienza al desiderio del Figlio, ha voluto venire incontro alla Chiesa, devastata dall’apostasia, lanciando un appello universale alla conversione. La risposta forse non è stata quella che la Gospa desidera, ma non c’è dubbio che gli effetti si sono fatti sentire dentro e fuori della Chiesa. Benché la conversione sia un evento assolutamente personale, che ognuno sperimenta nell’intimo del cuore, non vi è dubbio che, per quanto riguarda Medjugorje, si tratti di un fenomeno che coinvolge le moltitudini di ogni parte della terra. Non siamo di fronte a un fenomeno emotivo, che si dissolve come la rugiada del mattino, ma a una decisione che cambia la vita nella direzione di Dio e della vita eterna. 

A chi si potrebbe attribuire un miracolo così straordinario se non a un dono particolare di grazia? Cercare spiegazioni al di fuori dell’ambito soprannaturale significherebbe cadere nel ridicolo o, peggio ancora, nella tenebra dell’incredulità.  La conversione è un miracolo fra i più grandi   nell’ordine della grazia e non può essere attribuita a cause che non siano riconducibili alla Divina Misericordia. La Madonna è venuta a Medjugorje e si è intrattenuta per un tempo così lungo proprio “per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta” ( 02-05-1982). La chiamata alla conversione, la più stupefacente nella storia bimillenaria della Chiesa, sta producendo frutti dei quali la Chiesa si rallegra, ma che non può fare a meno di riconoscere che siano un dono di Dio. Si può ammettere la serietà delle conversioni senza dichiarare l’autenticità delle apparizioni? Si può attribuire a una macchinazione perversa un evento si tale portata spirituale? La conversione cambia la vita delle persone, operando nelle profondità del loro cuore.  Implica un combattimento spirituale intenso, fra la grazia e il peccato, fra Gesù e il demonio.
La decisione di cambiare vita è un evento di importanza fondamentale nella vita di una persona. Perché da così tanto tempo una fiumana  di persone decida, nel pellegrinaggio a Medjugorje, di cambiare vita è un interrogativo che esige una riposta adeguata. Ogni effetto deve avere una causa proporzionata. Non vi è dubbio che la causa debba essere di origine soprannaturale, la presenza di Maria, come lei stessa afferma attraverso i veggenti. Il piano della Gospa è chiaro fin dagli inizi. Lei ha scelto la parrocchia di Medjugorje perché si converta e si faccia strumento di conversione per tutti quelli che vengono in pellegrinaggio. “Cari figli, convertitevi, voi nella parrocchia.. Così aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui” (08-03-1984). Le moltitudini che vanno a Medjugorje cambiano vita e si rinnovano spiritualmente perché ascoltano l’appello della Madonna e accolgono la grazia della conversione.

Qualcuno, non potendo negare i frutti,  è arrivato persino ad affermare che Dio sarebbe quel padrone spietato della parabola dei talenti, che miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso” ( Mt 25, 27). Che cosa si vuole insinuare? Che Medjugorje è un luogo di inganno dove operano “i servi malvagi e infingardi”, ma che per permissione divina le anime si salvano? Seguendo quest’ottica di interpretazione c’è da chiedersi se sia necessario che la Chiesa cooperi all’opera della redenzione, visto che bastano gli imbroglioni al servizio di satana a diffondere il Regno di Dio.  La parabola bel buon seminatore, come quella della zizzania, ci insegna invece che solo Dio semina il buon seme e che il frutto è diverso a seconda della risposta degli uomini. A Medjugorje chi semina, con infinita pazienza, è la Madre di Dio, la quale è contenta della riposta, ma non completamente: “Cari figli, ho iniziato con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto, ma è enorme il numero di quelli che non vogliono sentire né accettare il mio invito” ( 25-08-2011). Il diavolo non si affatica per salvare le anime, ma per portarle con sé alla rovina eterna.

Quelli che a Medjugorje si convertono e che spesso vi ritornano per ritrovare le forze nel cammino, affermano concordemente di aver risposto a una chiamata della Madonna, un seme di grazia che ha trovato la riposta nel loro cuore. Cambiare vita, uscendo dalla palude del peccato e rinunciare al mondo, alla carne e al demonio, è l’impresa più ardua che l’uomo è chiamato a compiere. Senza un aiuto speciale di Dio è impossibile persino iniziare la battaglia. La conversione è l’apice di un combattimento interiore nel quale il principe di questo mondo impegna tutta la sua ferocia pur di non cedere un’anima. Chi fa il peccato è schiavo del peccato e spezzare le catene del male è impossibile alle sole forze umane. Mettersi un ginocchio davanti a un sacerdote per confessare i peccati della propria vita, spesso dopo decenni di sbandamenti lungo le vie desolate del male, è un trionfo della grazia, per il quale si celebra una grande festa in Cielo. I miracoli dei cuori che si converto li compie l’Onnipotente per intercessione di Colei che è il rifugio dei peccatori. Perché è così difficile riconoscere una cosa così semplice?

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L'immagine può contenere: nuvola e sMS  

IL LIBRO si fonda sulla convinzione che a Medjugorje è davvero la Madonna a parlare e a gettare una luce nel buio dei nostri tempi. Esprime una convinzione personale e non vuole certo sostituirsi al giudizio dell’Autorità Ecclesiastica, che rimane al riguardo l’unico punto di riferimento indiscutibile e sicuro. In questo lungo arco di tempo la Chiesa si è mossa con grande saggezza pastorale, astenendosi dall’esprimere un giudizio definitivo sulla soprannaturalità delle apparizioni, ma lasciando liberi i pellegrini di accorrere a Medjugorje, divenuto nel frattempo una fonte inesauribile di rinnovamento spirituale. 

In altre parole la Chiesa ha permesso alla Regina della pace di realizzare il suo piano di misericordia e di salvezza, proteso a salvare le anime dalla rovina eterna e il mondo dalla folle corsa verso l’autodistruzione.



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Cari amici, da quando nel lontano 24 Giugno 1981 sono iniziate le apparizioni della Madonna a Medjugorje, un fiume inarrestabile di persone è andato in pellegrinaggio nello sconosciuto villaggio dell'Erzegovina. Ciò accade puntualmente quando la Madonna viene in visita del suo popolo. Ci stiamo avvicinando al 36.mo anniversario delle apparizioni, ma l'ondata dei pellegrini non fa che crescere. Sono molte decine di milioni le persone da ogni parte del mondo che, in questo tempo di grazia, si sono recate a Medjugorje, attratte da un misterioso richiamo. Lì hanno scoperto di avere una Madre ed hanno cambiato vita, abbracciando suo Figlio Gesù, unico Salvatore del mondo. Medjugorje negli anni è divenuto il "Confessionale del mondo" e il luogo di grazia di innumerevoli conversioni. Si tratta - come ha sottolineato Papa Francesco, citando la Commissione Ruini - di conversioni vere, come, d'altra parte, una moltitudine immensa di pellegrini è pronta a testimoniare. Questo è "il nocciolo" della questione, ha affermato il Papa. Su questo punto bisogna soffermarsi a meditare, perché si tratta di un fatto inoppugnabile, e non di una ipotesi, e chiedersi qual è la causa di un tale evento misterioso, che non ha uguali in nessuna parte del mondo. La conversione, quando è autentica, è opera della grazia, che tocca il cuore e lo apre a Dio. La grazia può servirsi di strumenti visibili, come i messaggi, i veggenti, le testimonianze, ma senza di essa le anime morte non possono ritornare alla vita. Se a Medjugorje, ancora oggi, ci sono così tante conversioni, significa che lì c'è il "dito di Dio". Questo è "il nocciolo" della questione e non si può sorvolare. Prendiamo atto con gratitudine di questo evento di grande misericordia da parte del Cielo, e lasciamo che la Madonna porti avanti il suo piano materno. Anzi, collaboriamo con la Madre perché tutti i suoi figli si salvino e il mondo abbia un tempo di vera pace. Medjugorje è per il diavolo l'inferno sulla terra, ma per questa povera umanità immersa nelle tenebre è un'oasi di pace e un pezzetto di paradiso.
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Il frutto più straordinario di Medjugorje è il risveglio della fede, il ritorno a Dio mediante la preghiera e i sacramenti e il rinnovamento della vita cristiana. La Gospa stessa ha tenuto a precisare che il messaggio più importante che ha dato è quello della conversione. “Cari figli, oggi vi invito alla conversione. Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui” (25 – 02- 1996). Il movimento di conversione suscitato dalla presenza della Madonna è incominciato fin dai primi giorni ed è proseguito come un fiume in piena lungo il corso degli anni, coinvolgendo persone di ogni parte della terra. Non si tratta semplicemente di uno stato d’animo transeunte, che si dissolve col ritorno a casa, ma di una vera e propria crisi interiore che mette in questione la propria vita e apre la strada per una vita nuova. Fanno questa straordinaria esperienza non solo i pellegrini che vengono dalle parrocchie e che vivono nell’ambito della Chiesa, ma anche molti battezzati che si sono allontanati dalla fede e dalla Chiesa e che ci sono recati a Medjugorje attratti da una voce interiore più forte di quella del mondo e delle passioni. In quell’oasi di pace infatti i arrivano molti “cani sciolti”, che da tempo non frequentano la Chiesa e  che hanno intrapreso il viaggio spinti dalla fame di “Assoluto” che agita il loro cuore. Il desiderio di convertirsi e di cambiare vita si concretizza nella confessione e nella partecipazione alla S. Messa, non di rado dopo decine di anni di assenza dalla vita sacramentale. Con una felice espressione Medjugorje è stata definita “il confessionale del mondo”. E’ un fatto che la crisi del sacramento della penitenza, specialmente in Occidente, ha trovato in Medjugorje un antidoto di straordinaria efficacia. 

Basterebbe questo ”frutto” per  qualificare Medjugorje come un luogo di grazia speciale e per prendere sul serio i veggenti che testimoniano le apparizioni della Madonna. Infatti la conversione è una grazia fra le più grandi che si possano ricevere e che Dio possa concedere. Quando un cuore è chiuso perché ha lasciato appassire il dono delle fede e si è impantanato lungo la via del male, divenendo schiavo del maligno, non si può assolutamente liberare senza un intervento speciale di Dio. Quando una persona si trova in uno stato di peccato è come si fosse morta ed è incapace persino di desiderare la conversione, se la grazia non tocca il suo cuore. La grazia della conversione è immeritata e viene concessa a chi ne ha bisogno per l’intercessione di Cristo e di Maria , mediatrice di tutte le grazie. Nel suo disegno di amore, la Madre, in obbedienza al desiderio del Figlio, ha voluto venire incontro alla Chiesa, devastata dall’apostasia, lanciando un appello universale alla conversione. La risposta forse non è stata quella che la Gospa desidera, ma non c’è dubbio che gli effetti si sono fatti sentire dentro e fuori della Chiesa. Benché la conversione sia un evento assolutamente personale, che ognuno sperimenta nell’intimo del cuore, non vi è dubbio che, per quanto riguarda Medjugorje, si tratti di un fenomeno che coinvolge le moltitudini di ogni parte della terra. Non siamo di fronte a un fenomeno emotivo, che si dissolve come la rugiada del mattino, ma a una decisione che cambia la vita nella direzione di Dio e della vita eterna. 

A chi si potrebbe attribuire un miracolo così straordinario se non a un dono particolare di grazia? Cercare spiegazioni al di fuori dell’ambito soprannaturale significherebbe cadere nel ridicolo o, peggio ancora, nella tenebra dell’incredulità.  La conversione è un miracolo fra i più grandi   nell’ordine della grazia e non può essere attribuita a cause che non siano riconducibili alla Divina Misericordia. La Madonna è venuta a Medjugorje e si è intrattenuta per un tempo così lungo proprio “per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta” ( 02-05-1982). La chiamata alla conversione, la più stupefacente nella storia bimillenaria della Chiesa, sta producendo frutti dei quali la Chiesa si rallegra, ma che non può fare a meno di riconoscere che siano un dono di Dio. Si può ammettere la serietà delle conversioni senza dichiarare l’autenticità delle apparizioni? Si può attribuire a una macchinazione perversa un evento si tale portata spirituale? La conversione cambia la vita delle persone, operando nelle profondità del loro cuore.  Implica un combattimento spirituale intenso, fra la grazia e il peccato, fra Gesù e il demonio.
La decisione di cambiare vita è un evento di importanza fondamentale nella vita di una persona. Perché da così tanto tempo una fiumana  di persone decida, nel pellegrinaggio a Medjugorje, di cambiare vita è un interrogativo che esige una riposta adeguata. Ogni effetto deve avere una causa proporzionata. Non vi è dubbio che la causa debba essere di origine soprannaturale, la presenza di Maria, come lei stessa afferma attraverso i veggenti. Il piano della Gospa è chiaro fin dagli inizi. Lei ha scelto la parrocchia di Medjugorje perché si converta e si faccia strumento di conversione per tutti quelli che vengono in pellegrinaggio. “Cari figli, convertitevi, voi nella parrocchia.. Così aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui” (08-03-1984). Le moltitudini che vanno a Medjugorje cambiano vita e si rinnovano spiritualmente perché ascoltano l’appello della Madonna e accolgono la grazia della conversione.

Qualcuno, non potendo negare i frutti,  è arrivato persino ad affermare che Dio sarebbe quel padrone spietato della parabola dei talenti, che miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso” ( Mt 25, 27). Che cosa si vuole insinuare? Che Medjugorje è un luogo di inganno dove operano “i servi malvagi e infingardi”, ma che per permissione divina le anime si salvano? Seguendo quest’ottica di interpretazione c’è da chiedersi se sia necessario che la Chiesa cooperi all’opera della redenzione, visto che bastano gli imbroglioni al servizio di satana a diffondere il Regno di Dio.  La parabola bel buon seminatore, come quella della zizzania, ci insegna invece che solo Dio semina il buon seme e che il frutto è diverso a seconda della risposta degli uomini. A Medjugorje chi semina, con infinita pazienza, è la Madre di Dio, la quale è contenta della riposta, ma non completamente: “Cari figli, ho iniziato con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto, ma è enorme il numero di quelli che non vogliono sentire né accettare il mio invito” ( 25-08-2011). Il diavolo non si affatica per salvare le anime, ma per portarle con sé alla rovina eterna.

Quelli che a Medjugorje si convertono e che spesso vi ritornano per ritrovare le forze nel cammino, affermano concordemente di aver risposto a una chiamata della Madonna, un seme di grazia che ha trovato la riposta nel loro cuore. Cambiare vita, uscendo dalla palude del peccato e rinunciare al mondo, alla carne e al demonio, è l’impresa più ardua che l’uomo è chiamato a compiere. Senza un aiuto speciale di Dio è impossibile persino iniziare la battaglia. La conversione è l’apice di un combattimento interiore nel quale il principe di questo mondo impegna tutta la sua ferocia pur di non cedere un’anima. Chi fa il peccato è schiavo del peccato e spezzare le catene del male è impossibile alle sole forze umane. Mettersi un ginocchio davanti a un sacerdote per confessare i peccati della propria vita, spesso dopo decenni di sbandamenti lungo le vie desolate del male, è un trionfo della grazia, per il quale si celebra una grande festa in Cielo. I miracoli dei cuori che si converto li compie l’Onnipotente per intercessione di Colei che è il rifugio dei peccatori. Perché è così difficile riconoscere una cosa così semplice?

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IL LIBRO si fonda sulla convinzione che a Medjugorje è davvero la Madonna a parlare e a gettare una luce nel buio dei nostri tempi. Esprime una convinzione personale e non vuole certo sostituirsi al giudizio dell’Autorità Ecclesiastica, che rimane al riguardo l’unico punto di riferimento indiscutibile e sicuro. In questo lungo arco di tempo la Chiesa si è mossa con grande saggezza pastorale, astenendosi dall’esprimere un giudizio definitivo sulla soprannaturalità delle apparizioni, ma lasciando liberi i pellegrini di accorrere a Medjugorje, divenuto nel frattempo una fonte inesauribile di rinnovamento spirituale. 

In altre parole la Chiesa ha permesso alla Regina della pace di realizzare il suo piano di misericordia e di salvezza, proteso a salvare le anime dalla rovina eterna e il mondo dalla folle corsa verso l’autodistruzione.



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Cari amici,
vi inviamo il testo dell’intervista di Papa Francesco riguardo a Medjugorje e la trascrizione del commento di Padre Livio su Radio Maria di Lunedì 15 Maggio, del qualre accludiamo anche il file.

Vostro Padre Livio

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PAPA FRANCESCO SU MEDJUGORJE
col commento di Padre Livio


DOMANDA DEL GIORNALISTA

A Fatima abbiamo visto una grande testimonianza di fede popolare, la stessa che si riscontra anche a Medjugorje. Che cosa pensa di quelle apparizioni e del fervore religioso che hanno suscitato, visto che ha deciso di nominare un vescovo delegato per gli aspetti pastorali? 

RISPOSTA DI PAPA FRANCESCO

«Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario. Per Medjugorje Benedetto XVI ha istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini. Io ho ricevuto il risultato, era composta di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della commissione è molto, molto buona. C’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la dottrina della fede e il dicastero ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri della Feria IV – la riunione mensile della Congregazione - tutta la documentazione, anche i pareri contrari alla relazione Ruini. Io ho ricevuto la notificazione un sabato, in tarda serata. Non mi è sembrato giusto: era come mettere “all’asta” la relazione Ruini, che è molto ben fatta. Domenica mattina il Prefetto della dottrina della fede ha ricevuto una lettera nella quale gli chiedo che invece di inviare alla Feria IV quelle opinioni contrarie, le inviino a me personalmente. Questi pareri sono stati studiati tutti – sottolineo tutti. La relazione Ruini afferma che si devono distinguere le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e dice che si deve continuare a investigare quelle. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente. Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, il nocciolo della relazione: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica. Questo fatto non si può negare. Adesso per vedere questo, ho nominato un vescovo bravo (monsignor Hoser, ndr) che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale. Alla fine si dirà qualche parola».


COMMENTO DI PADRE LIVIO

Cari amici di Radio Maria
un cordiale saluto da Medjugorje dove, come sapete, mi trovo da venerdì scorso per una settimana di esercizi spirituali. Rompo un po’ il silenzio degli esercizi con questa diretta per leggere con voi e fare un breve commento a quello che il Santo Padre, Papa Francesco, ha detto di ritorno da Fatima sull’aereo riguardo a Medjugorje. 
Intanto, a Medjugorje oggi è una bellissima giornata, c’è il cielo azzurro, anche qui il centenario di Fatima è stato celebrato con grandissima partecipazione di pellegrini da ogni parte del mondo. Durante la messa di ieri sera la grande spianata dietro la chiesa era piena come un uovo e così pure l’adorazione eucaristica di sabato sera. Ci sono pellegrini da ogni parte del mondo, ci sono anche molti italiani, però non è più come una volta quando i pellegrini italiani erano la stragrande maggioranza: adesso c’è una presenza dai paesi dell’est europeo ma anche di lingua inglese, molto elevata. Ci sono moltissimi sacerdoti… E quindi con questo bel clima di preghiera e di pace, il sorriso spontaneo sul viso, comunque si sente la presenza della Madonna.
Allora con questi occhi di un fedele e fervoroso apostolo della Regina della Pace - speriamo di esserlo - leggo quello che ha detto il Santo Padre, con gli occhi di un apostolo di Maria. Sono uno di quei 30-40 milioni di pellegrini che sono venuti qui a Medjugorje in questi anni e che hanno sperimentato la presenza di Maria come madre nella propria vita e hanno ricevuto grazie che non si possono dimenticare, nel corso della mia lunga presenza qui a Medjugorje, e quindi che credono fermamente nelle apparizioni, al di là di qualsiasi motivazione umana, proprio per le grazie che hanno ricevuto. 
Con questi occhi io leggo quello che ha detto il Santo Padre, ma anche con gli occhi del cuore di un figlio della Chiesa, che guarda al Santo Padre come a colui cui Gesù Cristo dà la funzione pastorale, del buon pastore che guida le sue pecorelle. Dunque con questo atteggiamento leggo quanto hanno pubblicato i giornali nell’intervista fatta sull’aereo da Fatima a Roma. Vediamo la domanda del giornalista, prima leggiamo tutta la risposta del Papa e poi facciamo tutte le considerazioni ovviamente cercando di capire bene quello che ha detto il Papa. 
La domanda del giornalista è questa:

“A Fatima abbiamo visto una grande testimonianza di fede popolare, la stessa che si riscontra a Medjugorje. Cosa pensa di quelle apparizioni e del fervore religioso che hanno suscitato, visto che ha deciso di nominare un vescovo delegato per gli aspetti pastorali?”

Il Papa ha risposto:

“Tutte le apparizioni, o le presunte apparizioni, appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario. Per Medjugorje, Benedetto XVI ha istituito una commissione presieduta dal card. Ruini. Io ho ricevuto il risultato. Era composta, la commissione, di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della commissione è molto, molto buona. C’erano alcuni dubbi nella Congregazione per la Dottrina della Fede e il dicastero ha giudicato opportuno inviare a ognuno dei membri della feria IV [si chiama feria IV una riunione mensile che fa la Congregazione per la Dottrina della Fede] tutta la documentazione, anche i pareri contrari alla relazione Ruini”

Diciamo così che la relazione Ruini è stata distribuita a tutti i membri della Congregazione per la riunione mensile, anche con tutti i pareri contrari alla relazione Ruini.

“Io – dice il Papa – ho ricevuto la notificazione un sabato in tarda serata. Non mi è sembrato giusto, era come mettere all’asta la relazione Ruini che è molto  ben fatta. La domenica mattina il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha ricevuto una lettera [scritta dal Papa] nella quale gli chiedo che, invece di inviare alla feria IV le opinioni contrarie, le inviino a me personalmente”.

Come vedete, il Papa ha avocato a sé tutti i pareri sulla relazione Ruini, in quanto riteneva questa relazione molto molto buona e non voleva che fosse messa all’asta di questo o di quello. Però il Papa sottolinea che anche tutti i pareri contrari sono arrivati a lui e questi pareri sono stati studiati tutti, sottolineo tutti. E prosegue il Papa:

“La relazione Ruini afferma che si devono distinguere le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e si dice che si deve continuare a investigare quelle. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. Io personalmente – dice il Papa – sono più cattivo. Preferisco la Madonna madre, che non la Madonna capo di un ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni [cioè, quelle della seconda fase] non hanno tanto valore.  Questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite qui, il tal giorno alla tale ora darò un messaggio a quel veggente”. Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, cioè il nocciolo della relazione: “gente che si converte, incontra Dio, che cambia vita, e questo non grazie a una bacchetta magica. Questo fatto [cioè della gente che si converte] non si può negare. Adesso per vedere questo, ho nominato un vescovo bravo, mons. Hoser, che ha esperienza per occuparsi della parte spirituale e pastorale. Alla fine ci dirà qualche parola”.

Dunque, come vedete, il Papa ha dato una risposta molto articolata che va esaminata con molta attenzione. Teniamo presente che il Papa comunque ha letto la relazione Ruini, l’ha letta e riletta e lui già aveva detto in altre occasioni che era molto molto buona e lo ha ripetuto. Quindi lui, in fondo segue la relazione Ruini, con qualche sua accentuazione particolare che vedremo. Allora questa lunga dichiarazione del Santo Padre ha due affermazioni certe, mentre altre due sono problematiche.  Vediamo le due affermazioni certe. La prima è all’inizio, dove il Papa dice: 

“Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario”. 
Questa è un’affermazione certa dal punto di vista teologico, cioè, in poche parole, la rivelazione pubblica, quindi la rivelazione divina, per quanto riguarda le verità della fede, si è conclusa con l’ultimo apostolo, come si suol dire, e quindi questa rivelazione è contenuta nella Sacra Scrittura e nella viva tradizione della Chiesa. La viva tradizione della Chiesa è la lettura che fa la Chiesa della Sacra Scrittura nel corso del tempo. Questo è il deposito della divina rivelazione, che può essere approfondita, ma che non può essere accresciuta nel tempo. Questa divina rivelazione è il deposito della fede che la Chiesa conserva gelosamente e che trasmette fedelmente. Questa divina rivelazione è ciò di cui si occupa il magistero pubblico ordinario - o anche straordinario quando definisce delle verità particolari, come per esempio, l’ultima, quella del dogma dell’Assunzione, che sicuramente è un’affermazione del magistero straordinario. 
Quindi le apparizioni private non appartengono alla rivelazione divina ma potremmo dire, sono ausiliarie, nel senso che aiutano ad approfondirla, a viverla, a realizzarla nella vita cristiana. È per questo che il magistero ordinario si occupa anche delle apparizioni, o presunte apparizioni, per verificare se questi eventi, questi fenomeni, diciamo fanno crescere nella fede, dal punto di vista proprio del vivere le verità della fede nella vita cristiana, oppure magari se ci sono delle deviazioni, allora la Chiesa interviene per mettere in guardia i fedeli. Nel caso invece che facciano crescere nella fede e diano dei frutti, la Chiesa in genere permette il culto. Difatti, nella storia della Chiesa, gran parte dei santuari mariani sono frutto di rivelazioni private, che non hanno avuto un riconoscimento da parte della Chiesa come una dichiarazione dell’origine soprannaturale delle apparizioni, ma nel senso che la Chiesa, avendo visto i frutti buoni, ne permette il culto. Quindi raramente la Chiesa, ha affermato l’origine soprannaturale di un’apparizione. Secondo dei mariologi, quella che – diciamo così – più in regola, sarebbe quella de La Salette che ha ricevuto proprio un’approvazione formale da parte della Chiesa. Nella stessa apparizione della Madonna a Fatima, il Papa Pio XI ha permesso l’erezione del santuario, ha favorito il culto ma non è che Pio XI abbia riconosciuto l’origine soprannaturale delle apparizioni di Fatima. Tant’è vero che quando è stato detto a Pio XI che la volontà della Madonna era quella di consacrare la Russia al suo Cuore immacolato, lui ha risposto: “Perché non lo dice a me, visto che sono il vicario di Suo Figlio?”. Quindi, come vedete, l’atteggiamento della Chiesa, in genere, è quello di vegliare su questi eventi delle apparizioni private o presunte tali, di verificare che facciano crescere nella fede e ne permette il culto. Il caso ultimo che abbiamo sotto i nostri occhi è quello di Roma alle Tre Fontane, dove è stata permessa l’erezione di un santuario, ma la Chiesa non si è pronunciata sull’origine soprannaturale di quella apparizione. Questa è un’affermazione teologica importantissima, quindi non stiamo parlando di una verità di fede, ma semplicemente di un evento al quale si può credere, se non ci sono deviazioni, se non ci sono messe in guardia da parte della Chiesa, ma anche se la Chiesa approvasse il culto o addirittura riconoscesse l’origine soprannaturale, non farebbe parte delle verità della fede che sono necessarie per la salvezza. Uno può anche non credere a La Salette o a Fatima o a Lourdes, senza peccare contro la fede. Questa prima affermazione teologica è importante, anche per sdrammatizzare le cose altrimenti sembra che qui ci sia in ballo la fede.
La seconda affermazione, molto importante, è alla fine dove il Papa citando la relazione Ruini e condividendola, dice che l’altro fatto che non si può negare è il fatto spirituale e pastorale. Questo è il nocciolo della relazione e anche il nocciolo del problema, cioè che interessa alla Chiesa. Sempre e ovunque, quando ci sono questi eventi, cioè apparizioni o comunque fenomeni soprannaturali, quello che interessa alla Chiesa è il fatto spirituale e pastorale, e cioè – il Papa spiega – “gente che si converte e incontra Dio e cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica”. Questo fatto non si può negare. Allora qui, attenzione, cari amici, non si è messo abbastanza in luce quello che il Papa ha detto citando la relazione Ruini, e cioè che questo è il “nocciolo” della relazione, cioè quello che è primario nelle preoccupazioni della Chiesa, questo è primario! Viene al primo posto nelle preoccupazioni della Chiesa, nella scala dei valori. Questo è al primo posto. Le conversioni. Ma il Papa specifica cosa sono le conversioni di cui parla la relazione Ruini, non sono conversioni farlocche, per così dire, cioè conversioni “da pasticceria”, diremmo con una battuta. Sono conversioni vere, cioè conversioni che non avvengono con un tocco di bacchetta magica, ma che sono un cambiamento profondo, interiore.  Il Papa dice: “gente che si converte, che incontra Dio e cambia vita”, questo fatto non si può negare. Qui il Papa, citando la relazione Ruini ammette ciò che è sicuramente il cuore di Medjugorje e che è comunque il fattore decisivo per cui la Chiesa, diciamo così, dà il suo via libera ai fedeli, e cioè le conversioni sincere. Noi potremmo completare quello che ha detto il Papa con quello che ha detto mons. Hoser a Medjugorje: “Qui a Medjugorje, le conversioni si vedono”: si vedono nelle file ai confessionali, si vedono nella partecipazione all’Eucaristia. Mons Hoser ha anche detto che la spiritualità di Medjugorje è cristocentrica, cioè qui l’esperienza dei fedeli li porta ai sacramenti, della confessione e dell’eucaristia, alla via crucis, all’adorazione della croce, all’adorazione dell’eucaristia, e quindi si tratta di qualcosa di pulito, di cristologico, di santo. Questo, dice il Papa, è il nocciolo della relazione, è il nocciolo del problema. Questa è la grandezza di Medjugorje. Il Papa però dice anche una parola, che deve essere capita bene: “questo fatto non si può negare”. Quindi, il fatto delle conversioni – che sono un elemento che comunque ormai riguarda non qualche centinaio, o qualche migliaio, riguarda milioni di persone che venendo a Medjugorje fanno un’esperienza che comunque è generalizzata, l’esperienza della presenza di Maria come Madre nella loro vita e che li induce magari dopo 30, 40, 50 anni a confessarsi e a cambiare vita. Allora questi sono i due punti di cui parla il Santo Padre come certi: prima la verità teologica che le apparizioni o presunte tali non sono parte del magistero pubblico ordinario, ma appartengono alla sfera privata; secondo punto, sono le conversioni autentiche. Attenzione, qui io mi permetto di fare una piccola riflessione teologica, cioè, le conversioni umanamente non si possono spiegare. Non è grazie a una bacchetta magica, non è perché ci sia qualche santone o qualche… no, le conversioni vere non sono umanamente spiegabili. Le conversioni vere non hanno mai una causa umana, come causa principale della conversione, poi ci sono cause strumentali, non la causa efficiente. 
Permettetemi di parlare in termini teologici: la causa efficiente della conversione, cioè quello che fa sì che una persona si converta è solo la grazia. Ovviamente poi c’è anche la corrispondenza alla grazia, ma è solo la grazia che muove il cuore;  laddove ci sono delle persone che si convertono veramente e quindi cambiano vita, si confessano, vanno all’eucaristia, queste persone sono state toccate dalla grazia. Quindi, questa è una affermazione teologica indiscutibile perché è una verità di fede: laddove ci sono delle conversioni, là c’è il dito di Dio, là c’è il dito di Dio, come ha detto Gesù: “nessuno viene a me se il Padre non lo attira” (Gv 6,44). Per cui, di fronte a questo fatto innegabile, dice il Papa, “ho nominato un vescovo, un bravo vescovo che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale”, che non è di poco conto, cari amici, perché comunque dobbiamo dire che da quando la Santa Sede a suo tempo, è stato Papa Benedetto, ha sottolineato che i pellegrinaggi devono avere l’accompagnamento sacerdotale, da allora la situazione di Medjugorje è diventata molto migliore, perché sennò prima per le persone che volevano confessarsi dovevano sobbarcarsi tutto i frati poveretti, e poi ci sono persone di tutto il mondo, parlano lingue diverse, era necessario che ci fosse questo accompagnamento sacerdotale. E comunque, prendendo sul serio questo evento di grazia per tutta la Chiesa che sono le conversioni, il Papa intende impegnare anche la sua autorità per far sì che ci sia sempre un ulteriore miglioramento della parte pastorale. 
Quelli sono due punti certi, due affermazioni indiscutibili. Poi c’è la parte centrale dove, da una parte il Papa pare che abbia detto “io ho letto la relazione Ruini, è fatta bene e ho provveduto ad avocare a me tutta documentazione, tutti i pareri positivi o negativi per poter io stesso – dice il Papa – rendermi conto”. Insomma, ha preso in mano lui il pallino, non lo ha lasciato in mano alla Congregazione per la dottrina della fede, questo mi è sembrato di capire. Il Papa poi dice che la relazione Ruini divide le prime apparizioni dalle successive apparizioni. Io non ho letto la relazione Ruini, però mi par di capire quale sia la linea che divide le prime apparizioni, la prima fase delle apparizioni dalla seconda fase delle apparizioni. Questa linea la traccia la Madonna stessa quando dice nel 1984 che passa alla seconda fase della sua presenza. Lì la Madonna, quando dice, appunto, che la prima fase è conclusa e che passa alla seconda fase, ha detto di aver eletto una parrocchia per condurla lei personalmente e dare i messaggi ogni giovedì, poi ogni 25 del mese. Questa sarebbe la seconda fase delle apparizioni. Quindi la prima fase delle apparizioni, praticamente dal 24 giugno 1981 fino a quando la Madonna ha iniziato a dare i messaggi alla parrocchia fino alla Quaresima del 1984. Questa sarebbe la prima fase delle apparizioni, infatti i messaggi – lo vedete anche sul sito internet di Radio Maria – vengono distinti: quelli della prima fase delle apparizioni e quelli della seconda fase. Infatti io sto facendo uno studio proprio sui primi anni delle apparizioni che sono particolarmente interessanti. 
Stabilite quindi, ipoteticamente, dico io – le due fasi, la prima che va dal 1981 al 1984, la seconda con i messaggi alla parrocchia fino ad oggi - il Papa, seguendo la relazione Ruini, esprime due giudizi diversi: un giudizio diciamo così più positivo verso la prima parte delle apparizioni, riguardo alla quale il Papa non parla di dubbi. Dice appunto: la relazione Ruini afferma che si devono distinguere le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi, e si dice che si deve continuare a investigare su quelle. Il Papa parla di prime “apparizioni”, non di prime “presunte apparizioni” e non parla di dubbi. Dice che su quella parte occorre continuare a investigare. Io non so su quali aspetti, perché comunque non avendo in mano niente non posso neanche dire... Però, lì è chiaro, comunque lo si sa da indiscrezioni giornalistiche, che la relazione Ruini, per quanto riguarda le prime apparizioni – noi abbiamo detto i primi tre anni – c’è un atteggiamento positivo, anche se bisogna fare approfondimenti. Sulle presunte apparizioni attuali, cioè quelle che incominciano con i messaggi alla parrocchia, fino ad oggi, il Papa dice che la relazione Ruini presenta i suoi dubbi. Il Papa qui specifica che lui, personalmente, è più “cattivo”, cioè dice: “preferisco la Madonna madre che non la Madonna capo di un ufficio telegrafico, che ogni giorno invia un messaggio”. Attenzione, perché il Papa dice così? Sai, noi italiani, quando si parla di poste, ci mettiamo le mani nei capelli perché sappiamo che le poste italiane funzionano male, no? Però cerchiamo di capire il concetto che esprime il Santo Padre, cioè che effettivamente la Madonna ha detto “io scelgo questa parrocchia per guidarla e vi darò un messaggio ogni giovedì”, poi successivamente ha detto: “d’ora in poi i messaggi li darò ogni 25 del mese”. Allora, al Papa personalmente questo fatto, questo modo di manifestarsi del soprannaturale, invitando il giorno del messaggio, diciamo così a lui non piace. 
Cito un’espressione che ha detto il card. Ruini in un’intervista al Tg1: il Papa non è molto convinto del fatto che venga indicato un giorno per dare il messaggio. Al riguardo c’è da dire che le manifestazioni del soprannaturale sono molto varie, non c’è un’apparizione che somigli all’altra. Qui si tratta di un fatto unico al mondo perché non ci sono state da nessuna parte apparizioni per così lungo tempo e con così tanti messaggi, a parte quelle del Laus che, come ha detto il vescovo di Gap, è durata 53 anni con messaggi pubblici. Comunque sia, al Papa non piace molto, non è molto convinto del fatto che la Madonna indichi un giorno per dare un messaggio e quindi dice: io, come opinione personale, ritengo che questo tipo di apparizioni, della seconda fase, non abbiano tanto valore. Però, detto questo, rimane il fatto che sulla prima parte delle apparizioni, dei primi anni, c’è un atteggiamento positivo; per quanto riguarda la seconda parte il Papa dice che la relazione Ruini presenta dei dubbi. Anche lui, personalmente, ha dei dubbi ancora maggiori. Dice che queste apparizioni secondo lui, queste presunte apparizioni della seconda parte non hanno tanto valore, però dice: questa è un’opinione personale. Allora noi dobbiamo esaminare questa espressione: “questo lo dico come opinione personale”. Che valore ha questa affermazione? Questa affermazione, intanto, ovviamente è l’opinione personale del Papa, quindi, ha un valore particolare, però, scusate, le opinioni personali possono anche cambiare in base a nuove conoscenze, a nuovi dati, a nuovi eventi. Quindi, uno ha un’opinione personale in base alle conoscenze attuali, ma non è affatto escluso che quello che per oggi è un’opinione personale diciamo così negativa, un domani magari possa cambiare. 
Perché dico questo? Perché, attenzione, i dieci segreti fanno parte della prima fase delle apparizioni, cioè quella fase sulla quale la Chiesa è più positiva. Infatti i dieci segreti sono stati comunicati alla veggente Mirjana fin dal dicembre del 1982. Quindi appartengono alla prima parte. Allora, siccome i dieci segreti hanno una data in cui si manifesteranno, dove appunto si dirà che cosa accadrà, quando accadrà, dove accadrà, è chiaro che nel momento in cui i dieci segreti vengono manifestati e si realizzano allora intervengono eventi e fatti nuovi grazie ai quali si può anche cambiare opinione. Facciamo un esempio: siccome i dieci segreti non saranno fra un secolo, hanno una data, Mirjana sa la data di tutti i segreti, lei ha cinquant’anni, non credo che camperà fino a duecento anni come Matusalemme, allora il giorno in cui - facciamo un esempio - viene annunciato due giorni prima che sulla montagna Dio lascerà un segno visibile, indistruttibile, che viene dal Signore, che conferma le apparizioni – Dio dà questo segno per confermare le apparizioni – è chiaro che nel momento in cui questo avvenisse, i dubbi sulla verità delle apparizioni si scioglierebbero. E se invece questo non avvenisse, è chiaro che sarebbe tutto un falso. 
Allora, cosa concludere? È molto semplice: che al momento attuale, la relazione Ruini ha dei dubbi sulla seconda fase delle apparizioni, il Papa accentua questi dubbi, nel medesimo tempo però dice “è un’opinione personale”, cioè rimane aperta questa prospettiva, per cui mi viene in mente quello che disse un vaticanista affidabilissimo come Andrea Tornielli in un dibattito televisivo: alla fin fine ci sarà la prova del nove. Che cos’è la prova del nove? È il momento in cui, ovviamente, all’appuntamento dei segreti, si vedrà se è tutto un bluff o è tutto vero, perché diversamente dai segreti di Fatima, i segreti di Medjugorje vengono rivelati tre giorni prima, lo si dirà al mondo – e non si può impedire che vengano rivelati perché ovviamente sarebbe un rischio grosso in quanto si tratta di segreti salvifici, segreti che manifestano la Divina Misericordia che vuol salvare il mondo.  Quindi sicuramente arriverà questo momento, è il momento della prova del nove, in cui si vedrà se i segreti non si realizzano, e allora si vedrà che comunque questa seconda parte delle apparizioni non era vera, però attenzione: i segreti appartengono alla prima parte delle apparizioni. Mirjana li ha avuti già tutti nel 1982. Si vedrà dove sta la verità. Ma sarà una verità salvifica, perché poi nello svolgimento dei segreti, cari amici, ovviamente ognuno dovrà prendere la sua decisione, se credere o non credere, con tutte le conseguenze del caso. Ecco perché, cari amici, con grande prudenza Papa Francesco ha detto: “questo lo dico come opinione personale”, cioè un’opinione che io, in base a queste conoscenze che ho, in base alle valutazioni che ho fatto della relazione Ruini, in base magari anche ad altre cose, perché il Papa sa tante cose che noi non sappiamo, ho dei dubbi sulla seconda fase delle apparizioni, però nel medesimo tempo, tengo a dire che lo dico questo come opinione personale. 
L’opinione personale, per sua natura, può essere aperta anche ai cambiamenti, in base a eventi che avverranno, quindi, mi pare di poter concludere allora a questo punto, che la Chiesa intende partire dalle certezze. Le certezze sono le conversioni sincere, questa è una certezza. Per quanto riguarda la problematica sull’origine soprannaturale delle apparizioni, la Chiesa la mette avanti, la spinge più in là, continua a vedere, valutare, osservare, cercare, seguire. Quindi io penso che questa problematica che comunque è all’ordine del giorno da quando ci sono le apparizioni a Medjugorje, riguardo il riconoscimento da parte della Chiesa, è una problematica per la quale non ci sono ancora elementi per dare una parola definitiva, per cui, diciamo la Chiesa parte da una certezza: i frutti. Su questo punto la Chiesa non ha dubbi. I frutti ci sono, ce li godiamo, ringraziamo Dio per questi frutti, i frutti sono sempre e comunque opera della grazia, poi che questa grazia si manifesti attraverso le apparizioni o in altro modo, è un’altra questione. Per quanto riguarda la problematica delle apparizioni c’è un atteggiamento positivo per quanto riguarda, io dico, i primi tre anni – in cui sono inclusi anche i segreti - e invece un atteggiamento più problematico per quanto riguarda tutta la fase successiva, la quale però ha dato tantissimi frutti, perché la fase successiva è la fase delle conversioni. Cioè, nella prima fase la Madonna ha scaldato i motori, ma nella seconda fase è incominciata la diffusione dei messaggi in tutto il mondo e quindi anche in questa seconda fase delle apparizioni i frutti sono enormi perché le conversioni avvengono anche oggi, non soltanto nei primi tempi, anzi oggi più ancora dei primi tempi. 
Per cui, andando alla conclusione, cari amici, cosa dobbiamo dire? Dobbiamo dire questo: intanto che noi siamo figli della Chiesa, che noi dobbiamo obbedire alle disposizioni che la Chiesa dà. La Chiesa non impedisce di credere alle apparizioni, non insinua dubbi, dice che la ricerca mette insieme tanti pareri, sappiamo che ci sono tantissime Eminenze, Eccellenze e Reverendi che credono alle apparizioni della Madonna a Medjugorje. Allora com’è la situazione? Per ora, cari amici, rimangono le disposizioni che la Chiesa ha dato in questi anni. Le disposizioni che la Chiesa ha dato in questi anni sono riassunte dal card. Bertone, allora segretario di Stato, nel libro “L’ultima veggente di Fatima”, libro con la prefazione personale di Sua Santità Benedetto XVI. Il card. Bertone ha riassunto le disposizioni ufficiali della Chiesa riguardo a Medjugorje che sono tuttora quelle che regolano Medjugorje, e sono queste:
- primo, le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono un’opinione personale, non sono un giudizio definitivo ufficiale della Chiesa;
- secondo, tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara dei vescovi della ex Jugoslavia del 10 aprile 1991, che lascia la porta aperta a future indagini. La verifica delle apparizioni deve andare avanti;
- terzo, nel frattempo sono permessi i pellegrinaggi con accompagnamento pastorale dei fedeli;
- quarto, infine, tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje, luogo di culto mariano, dove è possibile esprimersi con tutte le forme devozionali.


Il Papa termina la sua dichiarazione sull’aereo dicendo: “alla fine si dirà qualche parola”, cioè in poche parole, il Papa ha letto la relazione Ruini, ha letto i pareri riguardo la relazione Ruini, sentito il parere del suo inviato per gli aspetti pastorali, mons. Hoser, il Papa dice che alla fine si dirà qualche parola. Allora, quando ci sarà un’ulteriore dichiarazione ufficiale da parte della Chiesa, noi ci atterremo alle disposizioni da parte della Chiesa, cosa che noi qui, come Radio Maria, abbiamo sempre fatto. Io qui a Radio Maria, come sapete, ho usato una linea credo di grande prudenza pastorale, ma di apertura. Prudenza pastorale, perché io ho vietato a tutti i conduttori di Radio Maria di parlare di Medjugorje. Da sempre l’ho fatto, lasciando invece ai fedeli che telefonano di testimoniare la loro conversione, perché questo è un fatto edificante. Nel medesimo tempo, io come studioso di Medjugorje – ho scritto venti libri, comunque ho seguito dall’inizio le apparizioni di Medjugorje – mi sono riservato anche come direttore della radio di informare su Medjugorje, ma l’ho sempre fatto nell’ambito di quella libertà che la Chiesa concede e nell’ambito delle disposizioni della Chiesa, perché ho sempre messo in guardia dicendo: attenzione, io parlo a titolo personale, ma la Chiesa non ha ancora riconosciuto le apparizioni. Quindi noi siamo stati sempre ligi a questa impostazione, nessuno ovviamente può rimproverarmi di essere un seguace fervoroso e fedele della Regina della Pace, perché ci sono personaggi molto più importanti di me che ci credono fervorosamente, li conoscete anche voi, anche fra le Eminenze. Quindi c’è questa libertà, però in questa libertà ci si deve attenere alle disposizioni ufficiali della Chiesa. In fondo è quello che mi ha detto il vescovo, il primo vescovo di Medjugorje, mons. Zanic che io andai a trovare la prima volta che andai a Medjugorje. Lo andai a trovare ed ebbi un colloquio con lui cordialissimo di ben 45 minuti. Lui parlava benissimo in italiano ed era felicissimo che un prete finalmente era andato a trovare lui prima di andare a interessarsi dei veggenti, e mi disse, mi ricorderò sempre questa frase: “Padre Livio, la Chiesa lascia liberi di credere o di non credere, però lei come sacerdote deve attenersi alle disposizioni che verranno” e questo è l’atteggiamento giusto da parte di tutti noi, cari amici. Dagli email che arrivano vedo che ci sono molte persone addolorate… No, non dimentichiamo, lo dico a quelli che hanno risposto alla chiamata della Madonna, non dimentichiamo quello che la Madonna ha detto nel suo ultimo messaggio a Mirjana: “io vi sto accanto e vi aiuterò”. Stiamo tranquilli, cari amici, che tutte le apparizioni anche importanti hanno avuto un iter molto travagliato, hanno avuto anche delle contrarietà incredibili, però questo non deve assolutamente spaventare. Il punto, cari amici, quello che il Papa chiama il “nocciolo”, al quale io vi richiamo è questo: approfittiamo del tempo di grazia per convertirci. Stiamo preparati, siamo – come dice la Madonna – testimoni della fede, portatori della pace, apostoli dell’amore, mani gioiosamente tese, perché alla fin fine la Chiesa guarda i frutti, non dimentichiamolo. 

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LA LUCE NELLA TEMPESTA 

Medjugorje e il destino del mondo


di P. Livio (edizioni Piemme)





Il libro si fonda sulla convinzione che a Medjugorje è davvero la Madonna a parlare e a gettare una luce nel buio dei nostri tempi. Esprime un'opinione personale e non vuole certo sostituirsi al giudizio dell'autorità ecclesiastica, che rimane al riguardo l'unico punto di riferimento indiscutibile e sicuro. In questo lungo arco di tempo la chiesa si è mossa con grande saggezza pastorale, astenendosi dall'esprimere un giudizio definitivo sulla soprannaturalità delle apparizioni, ma lasciando liberi i pellegrini di accorrere nel paesino della Bosnia-Erzegovina, divenuto nel frattempo una fonte inesauribile di ritrovamento spirituale.

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