"Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia. Dio vi sarà vicino e voi lo sentirete nel vostro cuore come un amico. Parlerete con Lui come con qualcuno che conoscete e, figlioli,...Leggi tutto...

Pellegrinaggi a Medjugorie

A.H. Antonioli Viaggi da più di 18 anni organizza Pellegrinaggi a Medjugorje con autobus gran turismo o minibus.

Il programma base è di 6 giorni, cinque notti.

 

 

PELLEGRINAGGI A PARTIRE

DA 300.00 €

Tutto Compreso

entra e vedi i dettagli

e il prossimo viaggio

Pellegrinaggi Organizzati

Organizziamo principalmente pellegrinaggi a Medjugorje, ma anche pellegrinaggi in tutta Italia e in Europa, a Lourdes, Fatima, San Giovanni Rotondo, Assisi e Roma.

Se sei interessato lascia un tuo recapito, ti aggiorneremo sui pellegrinaggi in programmazione

 

CONTATTACI  

è semplice: basta compilare il modulo con i tuoi dati, ti richiamiamo senza impegno per informazioni!

Ultimo Messaggio

Messaggio, 25. settembre 2016

"Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia. Dio vi sarà vicino e voi lo sentirete nel vostro cuore come un amico. Parlerete con Lui come con qualcuno che conoscete e, figlioli, sentirete il bisogno di testimoniare perché Gesù sarà nel vostro cuore e voi sarete uniti in Lui. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

20140318_095911
tanta genta da Vicka
DSCN0597
Radio Maria

RSS Feed

NEWSLETTER 22 SETTEMBRE 2016
9/23/2016 10:00 AM


Cari amici,
                il 19 Settembre si è celebrato l’anniversario dell’apparizione della Madonna a La Salette (19 settembre 1846) a due ragazzi, Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Quest’ultima ci ha lasciato, scrivendola di proprio pugno,  una delle più belle descrizioni della Beata Vergine Maria. 
Buona lettura.

Vostro Padre Livio 

Descrizione redatta da Melania Calvat, veggente di “La Salette”            

La Vergine Santissima era molto alta e ben proporzionata. 
Sembrava essere tanto leggera che sarebbe bastato un soffio a farla muovere, però era immobile e molto stabile. La sua fisionomia era maestosa, imponente come sono i signori di questa terra. Imponeva una timidezza rispettosa, mentre la Sua maestà, che imponeva rispetto misto ad amore, attirava a Lei. 
Il Suo sguardo era dolce e penetrante, i Suoi occhi sembrava che parlassero con i miei, ma la conversazione proveniva da un profondo e vivo sentimento d’amore verso questa attraente bellezza che mi liquefaceva. La dolcezza del Suo sguardo, l’aria di bontà incomprensibile facevano intendere e sentire che Ella attirava a sé per donarsi. Era un’espressione d’amore che a parole non si può esprimere e nemmeno con le lettere dell’alfabeto. L’abito della Vergine SS. era bianco e argentato, molto splendente. Non aveva nulla di materiale, era fatto di Luce e di Gloria variato e scintillante. 



Sulla terra non vi sono espressioni né paragoni da poter fare. La Vergine SS. era tutta bella e tutta fatta d’amore. Guardandola, io languivo per fondermi in Lei. Dai Suoi ornamenti, come dalla Sua Persona, da tutto trapelava la maestà, lo splendore, la magnificenza fulgente, celeste, fresca, nuova come una vergine. Sembrava che la parola amore sfuggisse dalle Sue labbra argentee e pure. Aveva l’apparenza di una mamma affettuosa, piena di bontà, di amabilità, di amore per noi, di compassione e di misericordia. 
La corona di rose che portava sulla testa era così bella, così brillante da non potersene fare un’idea. Le rose, di diversi colori, non erano di questa terra. Era un insieme di fiori che circondava il capo della Vergine SS. proprio in forma di corona; ma le rose cambiavano e si ricambiavano. Poi, dal centro di ogni rosa, usciva una luce così bella che rapiva, e faceva sì che la loro bellezza risplendesse. Dalla corona di rose uscivano come dei rami d’oro e tanti piccoli fiori misti a brillanti. Il tutto formava un diadema che da solo brillava più del nostro sole terreno. La Vergine portava una preziosissima Croce sospesa al collo. 
Questa croce sembrava d’oro; dico d’oro per non dire un pezzo d’oro. A volte ho visto degli oggetti dorati con alcune sfumature, ciò che faceva ai miei occhi un effetto più di un semplice pezzo d’oro. Su questa bella Croce piena di luce, vi era il Cristo Nostro Signore con le braccia stese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce, vi erano da una parte un martello e dall’altra una tenaglia. Il Cristo era color carne naturale ma riluceva con grande splendore, e la luce che usciva da tutto il Suo corpo sembrava come dardi lucentissimi che mi infiammavano il cuore per il desiderio di perdermi in Lui. 
A volte il Cristo sembrava morto, aveva la testa inclinata e il corpo rilassato, quasi cadesse se non fosse stato trattenuto dai chiodi che lo fissavano sulla Croce. Io ne avevo una viva compassione. Avrei voluto comunicare al mondo intero il Suo amore sconosciuto e infondere nelle anime dei mortali, il più sentito amore e la più viva riconoscenza verso un Dio che non aveva assolutamente bisogno di noi, per essere quello che è, ciò che era e ciò che sempre sarà. 
E tuttavia, oh amore incomprensibile per l’uomo, si è fatto uomo, ha voluto morire, si morire per poter meglio scrivere nelle nostre anime e nella nostra memoria il pazzo amore che ha per noi. Oh! Come mi sento infelice nel constatare la mia povertà di espressione nel riferire l’amore del Nostro buon Salvatore ha per noi. Ma d’altra parte come siamo felice di poter sentire meglio ciò che non possiamo esprimere. Altre volte il Cristo sembrava vivo. Aveva la testa dritta, gli occhi aperti e sembrava sulla Croce di Sua volontà. 


A volte anche pareva che parlasse, sembrava mostrasse che era in Croce per noi, per amor nostro, per attirarci al Suo amore, che ha sempre un nuovo amore per noi. Che il Suo amore dell’inizio, dell’anno 33, è sempre quello di oggi e lo sarà sempre. Mentre mi parlava la Vergine SS. piangeva ininterrottamente. Le sue lacrime cadevano l’una dopo l’altra lentamente, fin sopra le ginocchia, poi, come scintille di luce, sparivano. Erano splendide e piene d’amore, avrei voluto consolarla e non farla piangere ma mi sembrava che Ella avesse bisogno di mostrare le Sue lacrime per meglio manifestare il Suo amore dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi fra le Sue braccia e dirle “Mia buona Madre non piangete, io voglio amarvi per tutti gli uomini della Terra”, ma mi sembrava che mi rispondesse “Ve ne sono molti che non mi conoscono”. 
Ero fra la morte e la vita vedendo da un lato tanto amore, tanto desiderio di essere amata e dall’altro tanta freddezza e indifferenza. Oh! Madre mia tutta bella e tanto amabile, amore mio, cuore del mio cuore. Le lacrime della nostra tenera Madre, lungi dal diminuire la Sua Maestà di Regina e Sovrana, sembravano invece renderla più bella, più potente, più piena d’amore, più materna, più attraente. Avrei mangiato le Sue lacrime che facevano sobbalzare il mio cuore di compassione e di amore. Veder piangere una madre, ed una tale Madre, senza adoperare tutti i mezzi possibili per consolarla, per cambiare i Suoi dolori in gioia, si può comprendere? Oh! Madre, più che buona, Voi siete stata formata di tutte le prerogative di cui Dio è capace. 
Voi avete, in un certo senso, esaurito la potenza di Dio. Voi siete buona ed ancora buona della bontà di Dio stesso. Dio formandovi, come Suo capolavoro celeste e terrestre, Si è reso ancora più grande. La Vergine SS. Aveva un grembiule giallo, ma che dico giallo? Aveva il grembiule più luminoso di più soli messi insieme. Non era una stoffa materiale ma un composto di Gloria, e questa Gloria era risplendente di una bellezza che rapiva. Tutto nella Vergine Santissima mi portava ad adorare e ad amare il mio Gesù in tutti i dettagli della Sua vita mortale. La Vergine SS. Aveva due catene, una un po’ più larga dell’altra. A quella più stretta era sospesa la Croce di cui ho parlato sopra. Queste catene, non posso chiamarle diversamente, erano come raggi di Gloria, di un gran chiarore che variava e scintillava. Le scarpe, poiché così bisogna chiamarle, erano bianche, ma di un bianco argenteo, brillante e attorno vi erano delle rose. Queste rose erano di una bellezza abbagliante e dal centro di ognuna usciva come una fiamma di luce bellissima e gradevolissima. Sulle scarpe vi era un fermaglio d’oro, ma non oro di questo mondo bensì del Paradiso. La visione della Vergine SS. era di per se un intero Paradiso. Lei aveva con se tutto quanto poteva dare soddisfazione poiché si dimenticava questa Terra. La Madonna era circondata da due luci. La prima a Lei più vicina arrivava fino a noi e brillava con vivissimo splendore. La seconda luce si spandeva un po’ più attorno alla bella Signora e noi ci trovavamo immersi in essa ed era immobile, cioè non brillava e molto più luminosa del nostro sole terrestre. Tutte queste luci non facevano male agli occhi e non affaticavano la vista. Oltre queste luci e tutto questo splendore, vi erano altri fasci di luce o altri raggi di sole come se nascessero dal corpo della Vergine, dai suoi abiti, dappertutto. La voce della bella Signora era dolce, incantava, rapiva e faceva bene al cuore, saziava, appianava ogni ostacolo, calmava, addolciva. Mi sembrava come se volessi sapere e saziarmi della Sua bella voce e il mio cuore pareva ballare o volerLe andare incontro per struggersi in Lei.



Gli occhi della SS. Vergine, nostra tenera Madre, non possono essere descritti da lingua umana. Per parlarne occorrerebbe un serafino, più ancora, occorrerebbe la lingua stessa di Dio, di quel Dio che formò la Vergine Immacolata capolavoro della Sua Onnipotenza. Gli occhi della augusta Maria sembravano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei diamanti, delle pietre preziose più ricercate, brillavano come due soli, erano dolci come la stessa dolcezza, limpidi come uno specchio. In quei Suoi occhi si vedeva il Paradiso, attiravano a Lei, sembrava che Ella volesse donarsi e attirare. Più la guardavo, più desideravo guardarla, e più la guardavo più l’amavo e l’amavo con tutte le mie forze. Gli occhi della bella Immacolata erano come la porta di Dio, laddove si vedeva tutto quanto poteva inebriare l’anima. Quando i miei occhi si incontravano con quelli della Madre di Dio e mia sentivo dentro di me una gioiosa rivoluzione d’amore ed una protesta d’amarla e di struggermi d’amore. Guardandoci i nostri occhi a loro modo si parlavano e l’amavo talmente che avrei voluto abbracciarLa proprio nell’intimo stesso di quegli occhi che mi intenerivano l’anima e sembravano attrarla e farla fondere con la Sua. I Suoi occhi comunicavano un dolce tremito a tutto il mio essere e temevo di fare il più piccolo movimento per paura che Le potesse essere minimamente sgradevole. La sola vista dei Suoi occhi sarebbe bastata per costituire il Cielo di un beato, sarebbe bastata per far entrare un’anima nella pienezza della Volontà dell’Altissimo per tutti gli avvenimenti che capitano nel corso della vita mortale. Sarebbe bastata per far fare a quest’anima degli atti di lode, di ringraziamento, di riparazione, di espiazione. Questa visione da sola concentra l’anima in Dio e la rende come una morta vivente che guarda tutte le cose della terra, anche quelle che sembrano più serie, come se fossero semplici giochi di bambini. L’anima vorrebbe soltanto sentir parlare di Dio e di tutto ciò che riguarda la Sua gloria. Il peccato è il solo male che lei vede sulla terra, se Dio non la sostenesse ne morirebbe di dolore. Amen
  

        
I SACRAMENTI
di P. Livio - Edizioni Sugarco

Caro lettore,
troverai in queste pagine, 
che si ispirano al Catechismo della Chiesa cattolica, 
una esposizione semplice del significato e del valore di ogni sacramento 
per la vita cristiana. 
Una nuova primavera della Chiesa 
passa attraverso una rinnovata partecipazione ai sacramenti, 
in particolare della Penitenza e dell'Eucaristia.

RICHIEDI IL LIBRO AI NOSTRI UFFICI:
telefono 031-610600 - info.ita@radiomaria.org - fax 031-611288

   

Il Santo Rosario nella serata della CATECHESI GIOVANILE di P. LIVIO
di VENERDI 23 SETTEMBRE H.20.30 
sarà animato dai giovani nella parrocchia
SAN PIETRO APOSTOLO di BORGIO VEREZZI - Savona
(regione Liguria)

**Possono partecipare tutti coloro che lo desiderano: Parr. San Pietro Apostolo - via IV Novembre 45 - Borgio Verezzi (Savona)**


    

CARISSIMI qui sopra i testi utilizzati da P. Livio per la Catechesi Giovanile:

* RAGIONI PER VIVERE, RAGIONI PER CREDERE
* SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE' SIETE FORTI 
* CATECHESI GIOVANILE - Le Tentazioni 
* DECIDERSI PER DIO 
* LA MADONNA CHIAMA I GIOVANI 

Tutti i libri  sono disponibili nella nostra sede ad ERBA (Como)  Via Milano 12
richiedibili via email a info.ita@radiomaria.org 
telefono 031-610600  catalogo online - www.radiomaria.it

Alla prossima newsletter!

Leggi l'articolo...

Newsletter 22 Settembre 2015
9/23/2016 10:00 AM



Cari amici,
                il 19 Settembre si è celebrato l’anniversario dell’apparizione della Madonna a La Salette (19 settembre 1846) a due ragazzi, Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Quest’ultima ci ha lasciato, scrivendola di proprio pugno,  una delle più belle descrizioni della Beata Vergine Maria. 
Buona lettura.

Vostro Padre Livio 

Descrizione redatta da Melania Calvat, veggente di “La Salette”            

La Vergine Santissima era molto alta e ben proporzionata. 
Sembrava essere tanto leggera che sarebbe bastato un soffio a farla muovere, però era immobile e molto stabile. La sua fisionomia era maestosa, imponente come sono i signori di questa terra. Imponeva una timidezza rispettosa, mentre la Sua maestà, che imponeva rispetto misto ad amore, attirava a Lei. 
Il Suo sguardo era dolce e penetrante, i Suoi occhi sembrava che parlassero con i miei, ma la conversazione proveniva da un profondo e vivo sentimento d’amore verso questa attraente bellezza che mi liquefaceva. La dolcezza del Suo sguardo, l’aria di bontà incomprensibile facevano intendere e sentire che Ella attirava a sé per donarsi. Era un’espressione d’amore che a parole non si può esprimere e nemmeno con le lettere dell’alfabeto. L’abito della Vergine SS. era bianco e argentato, molto splendente. Non aveva nulla di materiale, era fatto di Luce e di Gloria variato e scintillante. 



Sulla terra non vi sono espressioni né paragoni da poter fare. La Vergine SS. era tutta bella e tutta fatta d’amore. Guardandola, io languivo per fondermi in Lei. Dai Suoi ornamenti, come dalla Sua Persona, da tutto trapelava la maestà, lo splendore, la magnificenza fulgente, celeste, fresca, nuova come una vergine. Sembrava che la parola amore sfuggisse dalle Sue labbra argentee e pure. Aveva l’apparenza di una mamma affettuosa, piena di bontà, di amabilità, di amore per noi, di compassione e di misericordia. 
La corona di rose che portava sulla testa era così bella, così brillante da non potersene fare un’idea. Le rose, di diversi colori, non erano di questa terra. Era un insieme di fiori che circondava il capo della Vergine SS. proprio in forma di corona; ma le rose cambiavano e si ricambiavano. Poi, dal centro di ogni rosa, usciva una luce così bella che rapiva, e faceva sì che la loro bellezza risplendesse. Dalla corona di rose uscivano come dei rami d’oro e tanti piccoli fiori misti a brillanti. Il tutto formava un diadema che da solo brillava più del nostro sole terreno. La Vergine portava una preziosissima Croce sospesa al collo. 
Questa croce sembrava d’oro; dico d’oro per non dire un pezzo d’oro. A volte ho visto degli oggetti dorati con alcune sfumature, ciò che faceva ai miei occhi un effetto più di un semplice pezzo d’oro. Su questa bella Croce piena di luce, vi era il Cristo Nostro Signore con le braccia stese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce, vi erano da una parte un martello e dall’altra una tenaglia. Il Cristo era color carne naturale ma riluceva con grande splendore, e la luce che usciva da tutto il Suo corpo sembrava come dardi lucentissimi che mi infiammavano il cuore per il desiderio di perdermi in Lui. 
A volte il Cristo sembrava morto, aveva la testa inclinata e il corpo rilassato, quasi cadesse se non fosse stato trattenuto dai chiodi che lo fissavano sulla Croce. Io ne avevo una viva compassione. Avrei voluto comunicare al mondo intero il Suo amore sconosciuto e infondere nelle anime dei mortali, il più sentito amore e la più viva riconoscenza verso un Dio che non aveva assolutamente bisogno di noi, per essere quello che è, ciò che era e ciò che sempre sarà. 
E tuttavia, oh amore incomprensibile per l’uomo, si è fatto uomo, ha voluto morire, si morire per poter meglio scrivere nelle nostre anime e nella nostra memoria il pazzo amore che ha per noi. Oh! Come mi sento infelice nel constatare la mia povertà di espressione nel riferire l’amore del Nostro buon Salvatore ha per noi. Ma d’altra parte come siamo felice di poter sentire meglio ciò che non possiamo esprimere. Altre volte il Cristo sembrava vivo. Aveva la testa dritta, gli occhi aperti e sembrava sulla Croce di Sua volontà. 


A volte anche pareva che parlasse, sembrava mostrasse che era in Croce per noi, per amor nostro, per attirarci al Suo amore, che ha sempre un nuovo amore per noi. Che il Suo amore dell’inizio, dell’anno 33, è sempre quello di oggi e lo sarà sempre. Mentre mi parlava la Vergine SS. piangeva ininterrottamente. Le sue lacrime cadevano l’una dopo l’altra lentamente, fin sopra le ginocchia, poi, come scintille di luce, sparivano. Erano splendide e piene d’amore, avrei voluto consolarla e non farla piangere ma mi sembrava che Ella avesse bisogno di mostrare le Sue lacrime per meglio manifestare il Suo amore dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi fra le Sue braccia e dirle “Mia buona Madre non piangete, io voglio amarvi per tutti gli uomini della Terra”, ma mi sembrava che mi rispondesse “Ve ne sono molti che non mi conoscono”. 
Ero fra la morte e la vita vedendo da un lato tanto amore, tanto desiderio di essere amata e dall’altro tanta freddezza e indifferenza. Oh! Madre mia tutta bella e tanto amabile, amore mio, cuore del mio cuore. Le lacrime della nostra tenera Madre, lungi dal diminuire la Sua Maestà di Regina e Sovrana, sembravano invece renderla più bella, più potente, più piena d’amore, più materna, più attraente. Avrei mangiato le Sue lacrime che facevano sobbalzare il mio cuore di compassione e di amore. Veder piangere una madre, ed una tale Madre, senza adoperare tutti i mezzi possibili per consolarla, per cambiare i Suoi dolori in gioia, si può comprendere? Oh! Madre, più che buona, Voi siete stata formata di tutte le prerogative di cui Dio è capace. 
Voi avete, in un certo senso, esaurito la potenza di Dio. Voi siete buona ed ancora buona della bontà di Dio stesso. Dio formandovi, come Suo capolavoro celeste e terrestre, Si è reso ancora più grande. La Vergine SS. Aveva un grembiule giallo, ma che dico giallo? Aveva il grembiule più luminoso di più soli messi insieme. Non era una stoffa materiale ma un composto di Gloria, e questa Gloria era risplendente di una bellezza che rapiva. Tutto nella Vergine Santissima mi portava ad adorare e ad amare il mio Gesù in tutti i dettagli della Sua vita mortale. La Vergine SS. Aveva due catene, una un po’ più larga dell’altra. A quella più stretta era sospesa la Croce di cui ho parlato sopra. Queste catene, non posso chiamarle diversamente, erano come raggi di Gloria, di un gran chiarore che variava e scintillava. Le scarpe, poiché così bisogna chiamarle, erano bianche, ma di un bianco argenteo, brillante e attorno vi erano delle rose. Queste rose erano di una bellezza abbagliante e dal centro di ognuna usciva come una fiamma di luce bellissima e gradevolissima. Sulle scarpe vi era un fermaglio d’oro, ma non oro di questo mondo bensì del Paradiso. La visione della Vergine SS. era di per se un intero Paradiso. Lei aveva con se tutto quanto poteva dare soddisfazione poiché si dimenticava questa Terra. La Madonna era circondata da due luci. La prima a Lei più vicina arrivava fino a noi e brillava con vivissimo splendore. La seconda luce si spandeva un po’ più attorno alla bella Signora e noi ci trovavamo immersi in essa ed era immobile, cioè non brillava e molto più luminosa del nostro sole terrestre. Tutte queste luci non facevano male agli occhi e non affaticavano la vista. Oltre queste luci e tutto questo splendore, vi erano altri fasci di luce o altri raggi di sole come se nascessero dal corpo della Vergine, dai suoi abiti, dappertutto. La voce della bella Signora era dolce, incantava, rapiva e faceva bene al cuore, saziava, appianava ogni ostacolo, calmava, addolciva. Mi sembrava come se volessi sapere e saziarmi della Sua bella voce e il mio cuore pareva ballare o volerLe andare incontro per struggersi in Lei.



Gli occhi della SS. Vergine, nostra tenera Madre, non possono essere descritti da lingua umana. Per parlarne occorrerebbe un serafino, più ancora, occorrerebbe la lingua stessa di Dio, di quel Dio che formò la Vergine Immacolata capolavoro della Sua Onnipotenza. Gli occhi della augusta Maria sembravano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei diamanti, delle pietre preziose più ricercate, brillavano come due soli, erano dolci come la stessa dolcezza, limpidi come uno specchio. In quei Suoi occhi si vedeva il Paradiso, attiravano a Lei, sembrava che Ella volesse donarsi e attirare. Più la guardavo, più desideravo guardarla, e più la guardavo più l’amavo e l’amavo con tutte le mie forze. Gli occhi della bella Immacolata erano come la porta di Dio, laddove si vedeva tutto quanto poteva inebriare l’anima. Quando i miei occhi si incontravano con quelli della Madre di Dio e mia sentivo dentro di me una gioiosa rivoluzione d’amore ed una protesta d’amarla e di struggermi d’amore. Guardandoci i nostri occhi a loro modo si parlavano e l’amavo talmente che avrei voluto abbracciarLa proprio nell’intimo stesso di quegli occhi che mi intenerivano l’anima e sembravano attrarla e farla fondere con la Sua. I Suoi occhi comunicavano un dolce tremito a tutto il mio essere e temevo di fare il più piccolo movimento per paura che Le potesse essere minimamente sgradevole. La sola vista dei Suoi occhi sarebbe bastata per costituire il Cielo di un beato, sarebbe bastata per far entrare un’anima nella pienezza della Volontà dell’Altissimo per tutti gli avvenimenti che capitano nel corso della vita mortale. Sarebbe bastata per far fare a quest’anima degli atti di lode, di ringraziamento, di riparazione, di espiazione. Questa visione da sola concentra l’anima in Dio e la rende come una morta vivente che guarda tutte le cose della terra, anche quelle che sembrano più serie, come se fossero semplici giochi di bambini. L’anima vorrebbe soltanto sentir parlare di Dio e di tutto ciò che riguarda la Sua gloria. Il peccato è il solo male che lei vede sulla terra, se Dio non la sostenesse ne morirebbe di dolore. Amen
  

        
I SACRAMENTI
di P. Livio - Edizioni Sugarco

Caro lettore,
troverai in queste pagine, 
che si ispirano al Catechismo della Chiesa cattolica, 
una esposizione semplice del significato e del valore di ogni sacramento 
per la vita cristiana. 
Una nuova primavera della Chiesa 
passa attraverso una rinnovata partecipazione ai sacramenti, 
in particolare della Penitenza e dell'Eucaristia.

RICHIEDI IL LIBRO AI NOSTRI UFFICI:
telefono 031-610600 - info.ita@radiomaria.org - fax 031-611288

   

Il Santo Rosario nella serata della CATECHESI GIOVANILE di P. LIVIO
di VENERDI 23 SETTEMBRE H.20.30 
sarà animato dai giovani nella parrocchia
SAN PIETRO APOSTOLO di BORGIO VEREZZI - Savona
(regione Liguria)

**Possono partecipare tutti coloro che lo desiderano: Parr. San Pietro Apostolo - via IV Novembre 45 - Borgio Verezzi (Savona)**


    

CARISSIMI qui sopra i testi utilizzati da P. Livio per la Catechesi Giovanile:

* RAGIONI PER VIVERE, RAGIONI PER CREDERE
* SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE' SIETE FORTI 
* CATECHESI GIOVANILE - Le Tentazioni 
* DECIDERSI PER DIO 
* LA MADONNA CHIAMA I GIOVANI 

Tutti i libri  sono disponibili nella nostra sede ad ERBA (Como)  Via Milano 12
richiedibili via email a info.ita@radiomaria.org 
telefono 031-610600  catalogo online - www.radiomaria.it

Alla prossima newsletter!

Leggi l'articolo...

Newsletter 15 settembre
9/15/2016 10:00 AM

Cari amici,

Venerdì 16 Settembre riparte la Catechesi giovanile con un nuovo format. 
Sono già numerose le parrocchie iscritte da ogni parte d'Italia che coinvolgeranno i giovani per l'animazione del S. Rosario.
La Catechesi sarà poi tenuta in Regia da Padre Livio e sarà  rivolta ai ragazzi, accompagnandoli nel loro cammino di fede. Affidiamo questa nuova esperienza alla Madonna, nella certezza che darà i frutti sperati.

Vostro Padre Livio


 

Papa a Messa per padre Hamel: uccidere in nome di Dio è satanico 
Radio Vaticana, mercoledì 14 settembre 2016

Papa Francesco ha celebrato la Messa alle 7 di questa mattina nella cappella di Casa Santa Marta in segno di vicinanza ai familiari di padre Jacques Hamel e di tutta la comunità di Rouen. Un gruppo di 80 pellegrini della diocesi di Rouen, insieme al loro vescovo, mons. Dominique Lebrun hanno assistito alla Messa di suffragio per il sacerdote ucciso il 26 luglio nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray. Nella Croce di Gesù Cristo – oggi la Chiesa celebra la festa della Croce di Gesù Cristo – capiamo pienamente il mistero di Cristo. Questo mistero di annientamento, di vicinanza a noi, Lui essendo nella condizione di Dio – dice Paolo – non ritiene un privilegio di essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte, a una morte di Croce”. Questo è il mistero di Cristo. Questo è un mistero che si fa martirio per la salvezza degli uomini. Gesù Cristo, il primo martire, il primo che dà la vita per noi, e da questo mistero di Cristo incomincia tutta, tutta la storia del martirio cristiano, dai primi secoli fino a oggi. I primi cristiani hanno fatto la confessione di Gesù Cristo pagando con la loro vita; ai primi cristiani era proposta l’apostasia, cioè: “Dite che il nostro dio è il vero, non il tuo [vostro]. Fate un sacrificio al nostro dio o ai nostri dei”, e quando non facevano questo, quando rifiutavano l’apostasia venivano uccisi. Questa storia si ripete fino a oggi e oggi nella Chiesa ci sono più martiri cristiani dei primi tempi. Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo. In questa storia, arriviamo al nostro père Jacques: lui fa parte di questa catena di martiri. I cristiani che oggi soffrono – sia nel carcere o con la morte o con le torture – per non rinnegare Gesù Cristo, fanno vedere proprio la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola: è satanica. E quanto piacerebbe che tutte le confessioni religiose dicessero: “Uccidere in nome di Dio è satanico”. Padre Jacques Hamel è stato sgozzato nella Croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della Croce di Cristo. Uomo buono, mite, di fratellanza, che sempre cercava di fare la pace è stato assassinato come se fosse un criminale. Questo è il filo satanico della persecuzione. Ma c’è una cosa, in quest’uomo, che ha accettato il suo martirio lì, con il martirio di Cristo, all’altare, una cosa che mi fa pensare tanto: in mezzo al momento difficile che viveva, in mezzo anche a questa tragedia che lui vedeva venire, un uomo mite, un uomo buono, un uomo che faceva fratellanza, non ha perso la lucidità di accusare e dire chiaramente il nome dell’assassino. E ha detto chiaramente: “Vattene, Satana!”. Ha dato la vita per noi, ha dato la vita per non rinnegare Gesù. Ha dato la vita nello stesso sacrificio di Gesù sull’altare e da lì ha accusato l’autore della persecuzione: “Vattene, Satana!”. E questo esempio di coraggio, ma anche il martirio della propria vita, di svuotare se stesso per aiutare gli altri, di fare fratellanza tra gli uomini, ci aiuti, tutti noi, ad andare avanti senza paura. Che noi – che lui dal Cielo, perché dobbiamo pregarlo, eh?: è un martire! E i martiri sono beati – dobbiamo pregarlo, che ci dia la mitezza, la fratellanza, la pace, anche il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico.


 

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana di Medjugorje - 2 settembre 

"Cari figli, 
secondo la volontà di mio Figlio ed il mio materno amore vengo a voi, miei figli, ed in particolare per coloro che ancora non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Vengo a voi che pensate a me, che mi invocate. A voi do il mio materno amore e porto la benedizione di mio Figlio. 
Avete cuori puri e aperti?
Vedete i doni, i segni della mia presenza e del mio amore? 
Figli miei, nella vostra vita terrena ispiratevi al mio esempio. 
La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste.  Nulla è casuale: né il dolore, né la gioia, né la sofferenza, né l’amore. Sono tutte grazie che mio Figlio vi dona e che vi conducono alla vita eterna. 
Mio Figlio vi chiede l’amore e la preghiera in Lui. 
Amare e pregare in Lui vuol dire — come Madre voglio insegnarvelo — pregare nel silenzio della propria anima e non soltanto recitare con le labbra. Lo è anche il più piccolo bel gesto compiuto nel nome di mio Figlio; lo è la pazienza, la misericordia, l’accettazione del dolore ed il sacrificio fatto per gli altri. 
Figli miei, mio Figlio vi guarda. Pregate per vedere anche voi il suo volto ed affinché esso possa esservi rivelato. 
Figli miei, io vi rivelo l’unica ed autentica verità. 
Pregate per comprenderla e poter diffondere amore e speranza, per poter essere apostoli del mio amore. 
Il mio Cuore materno ama in modo particolare i pastori. Pregate per le loro mani benedette. Vi ringrazio!"

 

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 settembre 2016

I messaggi della Regina della Pace dati a Mirjana sono sempre un po’ più lunghi di quelli rivolti alla Parrocchia attraverso la veggente Marija e anche un po’ diversi ed è giusto che sia così, che non siano tutti uguali.

I messaggi dati a Mirjana hanno un particolare orientamento verso coloro “che non hanno conosciuto l’amore di Mio Figlio”, quelli che noi chiamiamo non credenti: quelli che non credono, ma cercano e quelli che non credono e sono chiusi nelle tenebre della menzogna e della morte. 
E quindi la Regina della Pace rivolge questi messaggi a noi affinché possiamo essere strumenti di conversione per gli altri. 
I messaggi a Mirjana hanno in questi ultimi tempi dei particolari interessantissimi. La Madonna ci svela aspetti della sua vita che sono preziosi, la Madonna ha infatti raccontato la sua vita a tutti i sei veggenti: alcuni l’hanno scritta, ad esempio Ivanka ha preso degli appunti. A Vicka ha raccontato la sua vita in modo più vasto e lei dice di averla scritta in tre quaderni che pubblicherà quando la Madonna glielo dirà.

Nei messaggi che Lei rivolge a Mirjana ritorna continuamente il tema dell’autentica verità. La verità esiste, c’è una sola verità, non ci sono altre verità, un’unica autentica verità che è Gesù Cristo e la sua Parola.  
Anche oggi ripete questo aspetto importante, come pure ripete l’amore particolare che Maria ha verso i pastori che rappresentano suo Figlio. 
Vediamo dunque passo per passo questo messaggio.
La prima frase: “Cari figli secondo la volontà di mio Figlio ed il mio materno amore vengo a voi, miei figli, ed in particolare per coloro che ancora non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio”. 
Questa è la motivazione che la Madonna dà e ha sempre dato. 
Lei è l’Ancella del Signore, viene perché suo Figlio l’ha mandata, ma nel medesimo tempo Lei ha chiesto a suo Figlio di rimanere così a lungo.
Lei stessa ha scelto il villaggio dove appare: Medjugorje; e ha scelto di guidare questa Parrocchia, però ha fatto tutto secondo la volontà di Dio, quindi è un progetto di Dio che la Madonna realizza. 
La Madonna si rivolge a noi, a quelli che hanno accolto e risposto alla chiamata: ”Vengo a voi che pensate a me”, speriamo di non pensare a Lei solo quando abbiamo bisogno, “che mi invocate. A voi do il mio materno amore e porto la benedizione di mio Figlio”, cioè la Madonna ha bisogno di noi per arrivare ai non credenti. La Madonna sparge i semi della santità e della verità, ma i cuori sono aridi, non cresce niente e allora ci invita a riflettere con due domande: “Avete cuori puri e aperti? E poi ci domanda: ”Vedete i doni, i segni della mia presenza e del mio amore?" Per vederli bisogna avere i cuori puri e aperti, allora si vedono tutti i doni che la Madonna ci dà, tutte le grazie che la Madonna ci concede, tutti i segni della Sua presenza e del Suo amore. Con i cuori puri e aperti abbiamo in dono la luce del discernimento che ci fa vedere la presenza di Maria e come Lei opera. 

La Madonna opera silenziosamente, ma efficacemente e ci aiuta, ci sostiene e ci viene incontro nei momenti difficili della vita. 
“Figli miei, nella vostra vita terrena ispiratevi al mio esempio.” 
La Madonna invita noi, che abbiamo accolto la chiamata, a imitare la sua vita. 
E qui ci dà una sintesi della sua vita che Papa Giovanni Paolo II aveva chiamato: “la peregrinazione della fede di Maria”, cioè aveva presentato la Madonna come una pellegrina che avanzava nella fede cercando di comprendere, di affidarsi, di lottare, di vincere e di essere fedele.
E Lei lo sottolinea dicendo: ”La mia vita è stata dolore, silenzio”, ..(però adesso parla), ”e un‘immensa fede e fiducia nel Padre Celeste”.
Pensiamo come la Madonna sia stata aperta al disegno di Dio e al disegno della Croce, come la Madonna abbia lottato con immensa fiducia e fede nel Padre Celeste proprio nei giorni della Passione, soprattutto nel Sabato Santo. Per cui la vittoria della fede di Maria è stata quella risposta che Dio attendeva per la gloria della Resurrezione, che ha avuto qui sulla terra una risposta di fede come l’ha avuta all’Annunciazione. 
Poi la Madonna ci dice - attenzione scrivete questa frase nel cuore - “Nulla è casuale”, perfino un incidente di macchina, neanche quello è casuale, “né il dolore, né la gioia, né la sofferenza, né l’amore”, tutto è grazia per chi crede, anche quelle che per noi sono disgrazie. E dice: “Sono tutte grazie che mio Figlio vi dona e che vi conducono alla vita eterna”. Ecco come la Madonna ci invita a guardare la vita, prima dice: guardate la mia vita, ispiratevi al mio esempio e aggiunge: “Mio Figlio”, che vi dà tutte queste grazie, “vi chiede l’amore e la preghiera in Lui”. 

E qui la Madonna ci dà una bellissima lezione dove estende la preghiera: la preghiera è un rapporto di amore con Dio e poi diventa un donarsi continuamente agli altri, accettando la sofferenza, le prove, aiutando il prossimo, dove ogni piccolo gesto, fatto in unione con Gesù, diventa preghiera. Questo significa pregare in Lui, amare in Lui. 

“Amare e pregare in Lui vuol dire — come Madre voglio insegnarvelo — pregare nel silenzio della propria anima e non soltanto recitare con le labbra”. E pregare con amore. “Lo è anche il più piccolo bel gesto compiuto nel nome di mio Figlio”, persino un sorriso, un saluto, una piccola parola di incoraggiamento è già preghiera, “lo è la pazienza”, con cui si sopporta e si affronta il lavoro della giornata, si sopportano anche le persone moleste, si sopporta il male e i malfattori, “la misericordia, l’accettazione del dolore ed il sacrificio fatto per gli altri”. Tutto questo significa pregare ed amare. “Figli miei, mio Figlio vi guarda” e ci guarda anche Lei. 

Una volta la Madonna ha detto ai genitori: “attenzione i vostri figli vi osservano”.
“Pregate per vedere anche voi il suo volto, ed affinché esso possa esservi rivelato”, dobbiamo pregare perché nella preghiera scopriamo il volto di Dio, il volto dell’amore, il volto della misericordia, possiamo unirci a Gesù e con Gesù diffondere l’amore nel mondo.
In questo tempo in cui troppi cristiani hanno perso il senso della unicità del Cristianesimo e pensano che tutte le religioni siano uguali, che tutte le verità siano frammenti di una verità universale che noi ci costruiamo con la nostra mente, (la Madonna già in passato aveva detto che c’è del buono anche nelle altre religioni, “ma mio Figlio è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini”), qui dice: “Figli miei, io vi rivelo l’unica ed autentica verità”, che è suo Figlio, Gesù.
Dobbiamo testimoniare questa unica ed autentica verità.

“Pregate per comprenderla”, pregate per vedere il volto di mio Figlio, così da “poter diffondere amore e speranza, per poter essere apostoli del mio amore”. Senza l’incontro con Gesù siamo cembali squillanti.
Solo conoscendo Gesù e vivendo in Lui diventiamo gli apostoli dell’amore di Maria: “apostoli del mio amore”.

"Il mio Cuore materno ama in modo particolare i pastori. Pregate per le loro mani benedette”. 
Per pastori la Madonna intende prima di tutto il Santo Padre e i Vescovi, ma anche tutti i sacerdoti che Lei ama in un modo particolare. Preghiamo per la loro santità, per la loro fedeltà, per la loro testimonianza, perché attraverso le loro mani benedette ci viene la grazia. Tutti i Sacramenti e la grazia dei Sacramenti, specialmente l’Eucarestia, ci vengono dati attraverso i pastori della Chiesa, l’ordine sacerdotale, non dimentichiamolo. “Vi ringrazio!"

La Madonna ci sta donando frammenti della sua vita. 
Nel messaggio del 2 agosto: “Mio Figlio, da piccolo, mi diceva spesso che molti mi avrebbero amata e chiamata “Madre”, parlando della sua maternità universale, (è una rivelazione interessantissima perché Gesù era un bambino, ma era già la Via, la Verità e la Vita ed educava i suoi genitori ai misteri della fede). La Madonna conservava nel suo Cuore queste parole ed oggi ci porta questo grande insegnamento sulla sua vita e ci dice: “La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste” e ci chiede di ispirarci al suo esempio.
Durante il mese dobbiamo meditare quotidianamente questi messaggi. 

I messaggi sono pieni di una sapienza evangelica straordinaria e se uno si nutre di questi messaggi fa passi da gigante nel camino di fede, perché rappresentano il Vangelo spiegato dal Cuore materno della Regina della Pace.


 

°Scrivo a voi giovani perché siete forti
°Ragioni per vivere, ragioni per credere
i due testi che P. Livio presenterà durante la catechesi giovanile del venerdì sera.

° I Sacramenti 
Il lettore può trovare in queste pagine, che si ispirano al Catechismo della Chiesa cattolica, una esposizione semplice del significato e del valore di ogni sacramento per la vita cristiana. Una nuova primavera della Chiesa passa attraverso una rinnovata partecipazione ai sacramenti, in particolare della Penitenza e dell'Eucaristia.

Richiedili all'ufficio informazioni, via email info.ita@radiomaria.org 
oppure visita il nostro catalogo online


***TUTTI I NOSTRI CONTATTI***
Radio Maria, via Milano 12 - 22036 ERBA (Como)
Tel. uffici: 031-610600  Tel. diretta: 031-610610
info.ita@radiomaria.org  facebook.com/radiomaria 

Leggi l'articolo...

Antonioli Hotels

Chiesa di Medjugorie

Viaggi Organizzati

Il Tour Operator Antonioli  si occupa da anni di viaggi organizzati e tour per gruppi di amici.

Visitate il nostro sito e troverete la giusta vacanza per tutti i periodi dell'anno.

www.antoniolihotels.com

Mare d'inverno

Vuoi passare l'inverno in un luogo dal clima mite immerso nella natura? Il nostro villaggio in Sardegna è il luogo ideale dove poter trascorrere piacevoli periodi in compagnia e con la comodità di un albergo. Siamo aperti tutto l'anno. Durante i periodi invernali proponiamo numerose gite ed escursioni per scoprire i tesori artistici e naturali del Sulcis.

www.baia.to

Vacanze Studio

Organizziamo anche vacanze studio per ragazzi, per imparare l'inglese divertendosi. Abbiamo proposte in Inghilterra, negli Stati Uniti e Italia. Un servizio di qualità, un team qualificato di istruttori e di animatori che affiancano i ragazzi in ogni momento della giornata.

www.antoniolihotels.com